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Farinata italienne aux pois gourmands (sans gluten malgré le nom ;-)

Farinata aux pois gourmands
Versione italiana più giù

La farinata qui signifie farinée est une sorte de tourte à base de farine de pois chiches (sans gluten donc ;-), d’eau et un peu d’huile que l’on cuit au feu de bois. Typique de la Ligurie, elle remonte aux temps des romains (c’est loin!).
Et ICI vous trouverez d’autres recettes de Ligurie
Un apéritif ou plutôt comme on dit un street food, à manger dans la rue avec les doigts ;-). Simple, pauvre et délicieux chaud. D’ailleurs, dans la tradition de cette région, ce genre de plat à base de farine que l’on cuisait dans le four de la ville ou du village est très répandu.


C’est là par exemple qu’est née la fameuse focaccia. Il paraît en effet qu’une loi de la République de la Ligurie (elle l’a été pendant près de huit siècles) avait interdit d’avoir un four personnel pour des raisons de sécurité et économiques. Tous apportaient donc leurs plats à cuire au four commun d’où la nécessité qu’ils soient facilement transportables.
Pour revenir à la farine de pois chiches (merci Tiuscha de m’avoir rappelé qu’il m’en restait ;-), il existe des équivalents de cette tourte dans d’autres régions d’Italie come la Toscane, la Sardaigne ou la Sicile (là-bas on la frit et elle s’appelle panella, petit pain). Et bien sûr elle s’apparente à la socca, (n’est-ce pas Carole? 😉 mais aussi à d’autres préparations du Maroc par exemple. Comme quoi, elle a fait un joli tour au soleil cette farinata.

Vous serez surpris par sa croûte savoureuse et son coeur fondant. Je lui ai donné une touche de fraîcheur et de croquant avec des pois gourmands (des restes) au citron. On ne peut s’arrêter d’en manger, en plus c’est sain et léger. Le goût des pois chiches est très discret surtout si vous la dégustez chaude. Bien entendu, vous pouvez très bien remplacer les pois gourmands, par des oignons nouveaux, des pignons, des artichauts…

Farinata aux pois gourmands (pour 6 personnes environ)

– 120 g de pois gourmands cuits et assaisonnées avec un peu d’huile d’olive et du citron (des restes de salade)
– 150 g de farine de pois chiches
– 500 ml d’eau
– huile d’olive, thym, sel et poivre

1. Couper les pois gourmands en bandes de 4 cm de longeur. Dans un bol, verser l’eau sur la farine de pois chiches en mélangeant avec un fouet pour éviter la formation de grumeaux. Ajouter uen pincée de thym et saler. Laisser reposer une vingtaine de minutes ou même une nuit couvert au réfrigérateur (elle sera plus digeste).
2. Chauffer le four à 200-210°C. Chemiser un moule, plat (rond, carré ou rectangulaire) de 25 cm de diamètre, de papier cuisson légèrement huilé (ou utiliser un moule de silicone). Verser dessus le mélange de pois chiches à un ½ cm d’épaisseur environ. Poser les morceaux de pois gourmands, poivrer et huiler légèrement la surface. Cuire pendant 20-30 minutes, le temps qu’il se forme une croûte dorée. Servir la farinata coupées en carré, chaude (c’est meilleur) ou tiède avec un peu de fleur de sel.

Versione italiana

La farinata mi piace per la sua semplicità, le sue radici antichissime, il suo essere anche uno street food al di là delle mode. Alla fine è farina (di ceci 😉 e acqua e ha comunque un potere fascinoso, del tipo che non ti fermi più.
Scoperta in età adulta nelle mie esplorazioni nella vastissima cucina italiana, mi ha sorpresa per la sua bontà ed il principio stesso della preparazione (adatto ai pigri).
Il risultato di questa qui è frutto di smaltimento resti in particolare di 5 taccolette tristi in insalata sopravvissute alla cena del giorno prima. Il tocco del croccantino e del limone dà una bella freschezza a questa farinata ma potete benissimo non mettere nulla e sostituire con cipollotti, carciofi…

Farinata alle taccole (per 6 persone circa)

– 120 g di taccole lessate e condite con olio e limone (dei resti di un’insalata)
– 150 g di farina di ceci
– 500 ml d’acqua
– olio d’oliva, timo, sale e pepe

1. Tagliare le taccole in strisce di 4 cm di lunghezza. In una ciotola, versare l’acqua a filo sulla farina di ceci mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Aggiungere un pizzico di timo e salare. Lasciar riposare una ventina di minuti. O meglio una notte, coperto, in frigorifero (sarà più digeribile).
2. Preriscaldare il forno a 200-210°C. Foderare uno stampo piatto (tondo, quadrato o rettangolare) di 25 cm di diametro, di carta forno leggermente unta (o usare uno stampo di silicone). Versarvi il miscuglio di ceci a mezzo centimetro di spessore. Poggiare le taccole. Pepare e versare un filino d’olio. Cuocere per 20-30 minuti, il tempo che si formi una crosticina dorata in superficie. Servire la farinata tagliata a quadretti calda (è migliore) o tiepida con un po’ di fior di sale.

55 Commentaires

  • La mangiavo da bimba quando andavo dai nonni materni nell'alessandrino (Tortona), ne andavo pazza… Ho provato solo una volta a rifarla… un disastro!! Ci riproverò! Buona giornata!

  • La farinata…mi ricorda tante lunghe,spensierate vacanze trascorse da ragazzina sull'isola di San Pietro, a Carloforte, dove la tradizione genovese molto radicata manteneva intatta questa farinata.
    Nel replicarla in casa non e' mai venuta un granche', provo anche la tua.
    Grazie!

  • la farinata l'ho mangiata solo due volte in vita mia, una volta liscia, un'altra alle erbe aromatiche, e davvero non riuscivo più a smettere di mangiarne ancora!!!
    troppo carino il nome delle taccole in francese 😉
    bacioni!

  • Ciao Edda,
    come sempre è un piacere carpire le tue ricette. Una domanda: ma le taccole le metti dentro la pastella o le disponi poi sopra? Perché un avanzo di farina di ceci ce l'ho in casa, e vorrei proprio smaltirla… a modo tuo. Grazie! E buona giornata,

    Sabrine

  • Ciao Edda, che bello il tuo blog e questa farinata,che a dire la verità non ho mai provato ma mi stuzzica molto!

  • a dire il vero è da molto tempo che volevo provarla ma non ne ho ancora avuto occasione! dev'essere proprio gustosa! prima o poi la faccio!

  • Merci pour cette découverte, je n'ai encore jaamsi cuisiné de farine de pois choiche mais ta recette me donne très très envie !

  • molto versatile e di bellissimo aspetto. La farina di ceci a me piace moltissimo, ha però un sapore molto deciso e bisogna abbinarla cautamente diciamo 🙂 il tuo però, mi sembra un abbinamento ben riuscito pur essendo semplice e dato dalla necessità di smaltimento 🙂 dopo aver fatto quelle crespelle con farina di ceci, proverò questa.. 🙂

  • Oggi ho scoperto una cosa: che i pois gourmands, che io ero convinta fossero fagiolini sono invece le taccole!!! Due anni quasi che sbaglio le ricette!!! Se non ci fossi tu…

  • Je suppose qu'on peut faire ça avec plein d'autres choses, il faudrait que j'essaie avec les filles qui n'aiment pas trop la farine de pois chiche si le goût n'ets pas trop prononcé ou compensé par autre chose…

  • Oh, dev'essere deliziosa!
    Io faccio spessissimo pane, focaccia, pizze ma la farinata non ho mai provato: mi piacerebbe tanto 🙂 Prima o poi tento!! 🙂
    Buona giornata!!

  • Edda, ma dove le prendi tutte queste idee???!!! Sono una piu' bella dell'altra….e sai che non avevo mai pensato di aggiungere alla farinata delle verdure???
    Provo prestissomo perche' ho proprio la teglia in rame apposta…una piccola per il forno di casa e una grande per quello a legna! Yuppe!!

    Un sorriso geniale,
    D.

  • La farinata! Quanto mi piace! Dacchè l'ho scoperta la preparo spesso sai? Non ricordo dove l'ho letto, ma una blogger scriveva di lasciar riposare la pastella in frigo tutta la notte, sempre per la storia della digeribilità.
    Un abbraccio,

    wenny

  • Certe volte sono strana. Acquisto regolarmente la farina di ceci per fare le frittelle indiane, ma un'italianissima farinata non l'ho ancora mai fatta. Certo con il tocco in più, si rende particolarmente invitante!
    Dora

  • ricetta sfiziosissima, ne avevo vista una di piselli su una rivista e mi ero ripromessa di provarla, questa di taccole m'ispira ancor di più!!non ho più scuse 🙂

  • mi sono persa un po'!!!! uff troppi cose come sempre!

    Mi piace questa farinata, mi piace la farinata tanto e l'idea é molto interessante di aggiungervi delle verdure…come sempre molto brava sia con le foto che con le idee!!!

    giu' ho visto una meraviglia di cheese vado ad assaggiarne un po', certo che idea che abbiamo avuto insieme eh!!!
    Un bacio e spero a presto ***

  • Edda, non l'ho mai mangiata! La tua splendida e "scicchettosa" foto fa proprio venir voglia di provarla!
    Un abbraccio,
    Ornella

  • DEVO riuscire a fare una farinata come si deve, mi sono fatta bloccare dal primo fiasco. Le taccole sono una delle verdure primaverili che preferisco (o meglio, una delle poche che apprezzo, insieme ai carciofi :D)

    Bacio, Edda!

  • Alors la, voici un plat que je veux faire depuis des années! sans me décider, j'avais même acheté la farine de pois-chiches; mais ton idée de lui coller les petits pois lui donne beaucoup plus de saveur et d'intérêt et donc, maintenant je veux vraiment la faire!

  • adoro la farinata di ceci, o cecina, come la chiamano sulla costa toscana!
    Per farla, pero', io la tengo in ammollo per un giorno intero o quasi, per far si' che rinvenisca bene. Dici che si puo' fare anche piu' velocemente?
    grazie!

  • A Toulon (83) nous avons la cade que j'achète et grignote (come se dice "grignoter" in italiano ?)en faisant le marché…je vais bien sûr essayer la farinata.

  • @ Genny: dai prova 🙂

    @ Fiordiciliegio: anch'io la faccio raramente e mi piace tantissimo 😉

    @ Gloria: hai capito tutto!

    @ Sabrina: come come sempre per i tuoi passaggi. Le taccole le ho messe sopra (ho rettificato quindi grazie per la domanda 😉 ma penso si possano anche mettere nell'impasto. Buona serata

    @ acquaviva: grazie, un complimento cosi' da te mi fa' arrossire 😉

    @ lucia: anche la mia prima mi aveva deluso. penso che l'importante sia lo spessore e l'alta temperatura, deve proprio fare la crosticina

    @ ely cinescopio: fammi sapere 🙂

    @ Imma: grazie! prova, prova

    @ arabafelice: che bei ricordi felici. Si' è vero che li' la tradizione genovese è radicata, mi appassionano sempre questi legami tra i posti attraverso la cucina 🙂

    @ Saretta: d'accordissimo!

    @ Micaela: 🙂

    @ FiOrdivaniglia: grazie come sempre, mi piacciono le tue analisi. Si' qui è equolibrato, fresco ma nutriente. Comunque la mia farina di ceci era molto delicata, penso che dipende molto da quello che trovi in giro.

    @ Onde99: mi strappi sempre un sorriso. Sono contenta d'averti "illuminata" 🙂

    @ Alice: è vero è difficile smettere chissà perché. Carino il nome vero? A voleet si chiamano anche mange-tout (mangiatutto, come da noi 😉

    @ Pao: grazie e ben approdata qui!

  • @ Acquolina: vale la pena provare 🙂

    @ Tiuscha: oui surtout avec des légumes verts un peu assaisonnés qui attenue la saveur. Même si je dois dire que ma farine était très délicate (je pense que ça dépend des marques ou du moulin), surtout quand je l'ai dégustée chaude. Au fait la socca dérive de cette farinata mais a pris un nom local 😉 En tous cas oui, comme je l'indiquais dans l'introduction, c'est très semblable

    @ Melle: de rien 🙂 Essaies, tu verras c'est très simple et goûteux.

    @ Paolo: grazie, che complimento 🙂

    @ tweet: tout à fait d'accord 😉

    @ Nepitella: ed io devo provare con gli asparagi 😉

    @ Jasmine: grazie! prova, è molto più facile delle pizze 🙂 Buona serata

    @ Alzais: je suis contente de te l'avoir fait découvrir 🙂

    @ Diletta: grazie sei sempre simpaticissima! Che fortuna avere la vera padella 🙂

    @ Clémence: merci!

    @ Wennycara: anche a me piace tanto 🙂 La ricetta tradizionale in effetti prevede un lungo riposo, che è sempre buono. Per la digeribilità penso dipenda moltao dalla qualità e dal tipo di farina. La mia era molto fine e delicata, non ho riscontrato problemi. Un abbraccio anche a te!

    @ Giuky: una "drogainfarinata"? 😉

    @ M.: merci! c'est vraiment une recette (sans les pois) traditionnelle d'Italie 🙂

    @ Au gré du marché: je suis ravie de te l'avoir fait découvrir. Merci à toi d'apprécier 😉

    @ pagnotella: 😉 Si' il timo (sostituibilissimo con rosmarino ecc.) accompagna bene l'insieme

    @ Mariluna: grazie sei sempre molto cara! In effetti quando ho visto il tuo cheesecake ho avuto un flash, les grands esprits se rencontrent? 😉 Un abbraccio

    @ Gaëlle! 🙂

  • @ Dodo': mi fai ridere. Adesso sono curiosa sulla fritelle indiane 🙂

    @ Breadandbreakfast: grazie! Si' anch'io preferisco con le taccole che hanno una consistenza molto diversa della farinata (rispeto ai piselli) danno un croccantino

    @ Oxana: 🙂

    @ Rosa: je suis contente que tu connaisses!

    @ Cibou: sai che anch'io mi sono fatta bloccare dalla "prima", deludente, per anni. Poi l'ho rifatte e come per magia è venuta benissimo 🙂 un bacione

    @ Ornella: grazie sei carinissima. Se provi fammi sapere

    @ tasteofbeirut: je suis contente de t'avoir donné le déclic. Finalement c'est très facile et intéressant comme saveur. Les pois l'originalise. Si tu essaies tiens-moi au courant

    @ UnaZebrApois: grazie!

    @ Mamina: oui la socca est un dérivé de cette farinata qui apparemment date du temps des romains et qui après s'est répandue (aussi en France)

    @ lucy: grazie!

    @ Joelle: Je ne savais pas qu'il existe une version à Toulon, merci! On dit "sgranocchiare" 😉 Et même en Italie on la mange en faisant le marché, c'est rigolo

    @ Gaia: si' in effetti, la cecina in Toscana…l'ho specificato nella versione francese ma non nella versione italiana: ho spesso paura di dare informazioni scontate 😉 Come dicevo a Wenny la ricetta tradizionale prevede l'ammollo per una notte. Il risultato dipende molto anche dalla farina, la versione veloce mi è venuta bene.

    @ Ely: si' fammi sapere 🙂

  • Ooooooh ! tu sais comment me parler toi !! 🙂 Merci pour le clin d'oeil.
    Imagines toi que je ne suis jamais arrivée à réussir la farinata. Elle n'a jamais la bonne consistance ni cette belle croûte que tu as obtenu. Peut-être un problème de cuisson … Mais plus sûrement un problème de farine. Même si elles s'appellent toutes "farine de pois chiche", la qualités varie, je m'en aperçois en faisant les panisses, le résultat est différent selon la farine utilisée. J'ai de la bonne Italienne en ce moment aussi je devrais vite m'y mettre.

  • La "farinata" a même voyagé plus loin que ça : en même temps que les millions d'immigrés méridionaux partis chercher une meilleure vie sous les cieux sud-américains, elle a débarqué en Argentine et en Uruguay, ou elle a pris le nom de "faina" : et, même de l'autre côté de l'océan, c'est toujours un bonheur de la manger avec les doigts !

  • @ Foodandfashion: oui en effet comme je l'indiquais 😉 Merci!

    @ Carole: merci pour ton commentaire 🙂 Oui je pense aussi que cela dépend de la qualité de la farine et de la cuisson. J'en ai aussi râtées plusieurs 🙂

    @ Passerelle: merci beaucoup pour l'information et ta belle description. J'avais en effet entendu parlé de la faina mais je ne me rappellais plus où 🙂 Bon dimanche!

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