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Crevettes « in saor »…ou quand Philo me défie

Crevettes in saorVersione italiana più giù Une interprétation d’un très ancien plat typique vénitien, les sarde in saor, c’est à dire des sardines cuites avec l’oignon et le vinaigre. Ceci permettait aux pêcheurs de les garder le plus longtemps possible. Ce n’est que par la suite que ce met est devenu aigre-doux grâce à l’ajout, plus luxueux, des raisins secs et des pignons. D’ailleurs le binôme raisins-secs pignons est très répandu en Italie, surtout avec le poisson. Tout ça pour dire que j’en ai fait un plat plus de fête avec les crevettes et en la touche orientale du sésame. Une finesse aigre-douce aux accents exotiques (et très très simple à préparer). Et tout ça à cause de ma nouvelle amie Philo du blog Philo aux fourneaux, qui m’a défié à préparer une recette à base de vinaigre de xérès (Jerez de la frontera) Et je ne pouvais que répondre par un plat italien 😉 Merci Philo, on s’est régalés!

Crevettes in saor au sésame (pour 4 personnes)

– 400 g de crevettes fraîches décortiquées
– 300 g d’oignons jaunes émincés
– 70 g de pignons de pin
– 30 g de raisins secs
– 2 cs de sucre de canne
– 2 cs de graines de sésame blanc
– vinaigre de xéres, huile d’olive, sel et poivre

Dans une poêle, faire revenir les oignons avec 4 cs d’huile d’olive, le sucre et les cuire avec un peu d’eau pendant 10 minutes environ. Verser le vinaigre (60 g environ) quand l’eau sera absorbée et les oignons un peu tendres. Ajouter les pignons et les raisins. Cuire encore 5 minutes. Enfin couper les crevettes en deux et les ajouter au mélange. Cuire 5 minutes, ajouter le sésame, encore du vinaigre (30-40 g) puis éteindre. Saler et poivrer. Servir tiède au froid. Grâce à la présence du vinaigre, ce plat se garde au refrigérateur 1-2 jours, couvert de papier film. C’est même meilleur le lendemain. IMPRIMER LA RECETTE

Crevettes in saorVersione italiana

Una rivisitazione, visto che questa parola è molto in voga ;-), della sarde in saor ma sostituite dai gamberi (non fritti) che sono andanti a fare un salto in Oriente a casa del sesamo. D’altra parte associare Venezia e l’Oriente, non è paradossale no? Una delizia delicata e agro-dolce con accenti lontani, questo sesamino anche in piccole quantità dà subito un altro tono al piatto. A volte quando vedo la sfilata di ricette che vi propongo mi viene un po’ da ridere per la ripetitività di alcuni ingredienti solo in certi periodi. Della serie non si vede che sto’ svuotando gli scaffali di cioccolato o ho scoperto una spezia che metto ovunque. Comunque provate questa versione è deliziosa, più delicata delle sarde e si conserva anche bene (perfetta se dovete organizzare una cena 😉

Gamberi quasi in saor con sesamo (per 4 persone)

– 400 g di gamberi freschi sgusciati
– 300 g di cipolle gialle a fettine
– 70 g di pinoli
– 30 g d’uvetta
– 2 cucchiai di zucchero di canna
– 2 cucchiai di sesamo bianco
– aceto di vino (meglio se bianco) o di Jerez, olio d’oliva, sale e pepe

In una padella far soffriggere le cipolle con 4 cucchiai d’olio, aggiungere lo zucchero e l’acqua (in modo da coprirle ma non del tutto). Cuocere per una decina di minuti, il tempo che il liquido venga assorbito e le cipolle si ammorbidiscano. Versare l’aceto (60 g circa) poi l’uvetta e i pinoli. Cuocere ancora 5 minuti. Infine tagliare i gamberi in due e aggiungerli. Cuocerli per 5 minuti poi versare ancora aceto (40 g circa), sesamo, sale e pepe. Servire tiepido o freddo. Grazie alla presenza dell’aceto si conserva uno o due giorni in frigo coperto da pellicola (è pure più buono). STAMPARE LA RICETTA

29 Commentaires

  • io il saor, o carpione come si dice da noi , lo adoro…in realtà adoro l'aceto quindi ovunque sia nonostante la gastrite me lo vieterebbe, è il benvenuto!

  • Adoro le contaminazioni e qui, tra Venezia, Oriente e Spagna, è una vera goduria! Brava, non è facile trovare una collocazione tanto equilibrata all'aceto di Jerez…

  • Da Veneziana….ti dico che durano più di tre giorni, la ricetta delle sarde nata nel Ghetto ebraico, era proprio un modo per conservare nel tempo il pesce (di norma, non si mangiano appena fatte, perchè la preparazione deve "covare") Si usa parecchio preparare anche gli scampi in saor (fritti però) Pensa che un tempo si cuoceva la cipolla con l'olio del fritto delle sarde (altra epoca, e davvero niente andava sprecato)Si consumano ancora molto, specie come snack (cicchetto-finger food)semplicemente con una fettina di polenta calda….

  • @ Ganny: allora non sono la sola 🙂

    @ Milla: grazie!

    @ acquaviva: grazie, sono molto lusingata dalla tua osservazione :-). Era più buono di quanto immaginassi 😉

    @ Alex: grazie mille per il tuo preziosissimo commento, che bello avere delle doc che passano di qui :-). Ho scoperto varie cosine (tipo lo snack).
    Nella versione francese ho in effetti specificato che era un piatto usato dai pescatori per la conservazione. A questo proposito quindi mi garantisci che si conservano anche di più, che bella notizia!
    Mi hai dato voglia di fare un salto a Venezia

  • le sarde in saor proprio non mi vanno a genio sai, ma questi gamberi non li rifiuterei 🙂 anzi… mi piace molto come preparazione. Brava brava. Un bacino

  • intanto complimnetissimi per la foto…molto limpida!

    Questo condimento mi piace molto era solita una mia zia preparare cosi' il pesce che stranamente lei non amava ma sapeva cucinare, una salsa che resta il ricordo proprio perché io adoro queste associazioni "sucré-"salé" 😉
    A plus 😉

  • Ma foi, j'ai bien fait de te défier car tu nous présentes là une superbe recette et le plus c'est que j'adore les crevettes. Merci d'avoir jouer le jeu Dada. Bises

  • @ Hélène: tu peux! Moi aussi j'aime bien la version sardines, qui traditionellement sont frites au préalable.

    @ Saretta: carinissima la tua espressione "mi sgolosa", la faro' mia 🙂

    @ Tibia: beh si' con i gamberi è più dolce, gentile e neanche troppo pescioso 😉 Grazie!

    @ Mariluna: grazie! Si' questo condimento ingentilisce qualsiasi cosa 😉 Bel ricordo! Baci

    @ Wennycara: grazie, gentilissima!

    @ Philo: Merci à toi!

    @ Clémence: 😉

    @

  • @ Trinidad: oui ça stimule (bon pas tout le temps, sinon l'effet n'est plus le même). En plus j'avais envie de vous faire (re)découvrir ce procédé.

    @ Philou: merci! En effet le vinaigre et le sésame rappellent vraiment la cuisine orientale. Et ce fut rigolo de manger un plat si proche de mes racines et s'évader en même temps 🙂

    @ mamie caillou: merci, tu es super gentille!

    @ Saveurs et Gourmandises: merci!

    @ Tweet: tu peux, tu peux 🙂

  • @ enza: no, in realtà non c'è n'è tanto (molto evapora), l'insieme è piuttosto dolce con un retrogusto acidulo. Non è un vero saor insomma 🙂

  • c'est toujours un plaisir de découvrir ta gastronomie italienne et de lire de petites hisoires sur les origines d'un plat.

  • @ Agnes: merci! Tu peux aussi utilisez du vinaigre de vin blanc

    @ Lacuisinedefabrice: merci, moi aussi j'adore découvrir les histoires derrière la cuisine 🙂

    @ Claudia: carissima…grazie! Un bacione

  • Questa ricetta mi era sfuggita e da buona veneziana, mi scuso del ritardo e ti faccio i miei complimenti, un 'ottima interpretazione del saor. Ciao Daniela.

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